Marina di Portisco, Molo 7, 07026 Olbia (OT)

Tavolara e Molara

Tavolara

È nota come il regno più piccolo del mondo. Di fronte alla costa nord-orientale della Sardegna spunta dal mare un colosso di granito punteggiato di verde mediterraneo che dà nome all’area marina protetta. Tavolara è una montagna calcarea e granitica che spunta dal mare, alta 560 metri, lunga quattro chilometri, caratterizzata da rocce impervie, dall’imponente e vertiginosa verticalità e dalle splendide tonalità cromatiche: il verde di ginepro, rosmarino e lentisco, in combinazione con l’azzurro, il blu e il verde smeraldo delle acque attorno.

L’isola, dalla forma allungata e quasi piatta, è il fulcro, nonché simbolo caratterizzante di uno spettacoli indimenticabile: l’area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, che si estende per 76 chilometri sul litorale di Loiri Porto San Paolo, Olbia e San Teodoro e per 15 mila ettari su acque cristalline, insenature e calette, da Capo Ceraso fino a Punta s’Isuledda. Ne fanno parte anche le isolette di porfido rosso di Molara e Molarotto, il pittoresco isolotto di Proratora, le ‘gemelle’ Isola Piana e Isola dei Cavalli e ancora le piccolissime isole dei Porri, dei Topi, del Drago e l’isolotto Rosso, infine Capo Coda Cavallo, lembo di terra granitica che si estende in un tratto di mare riparato. Sono tutti luoghi ideali per gli amanti di escursioni in barca, diving e snorkeling.
La storia di Tavolara è legata a re Carlo Alberto di Savoia che, secondo una leggenda, arrivato sulle sue coste alla ricerca delle mitiche capre dai denti d’oro – probabilmente ingialliti a causa dell’elicriso – nominò il suo unico abitante Giuseppe Bertoleoni, re dell’isola. I discendenti sono tuttora gli unici residenti (e custodi) dell’isola.
Approderai nella ‘montagna di granito’ nella sua zona sud-orientale, a Spalmatore di terra, dotato di porticciolo, punti ristoro e uno sparuto gruppo di case. Accanto, incantevoli spiaggette bordate di gigli marini. Tutto il territorio è punteggiato da macchia mediterranea, tra cui risaltano il giallo dell’elicriso, il geranio selvatico e una campanula, la ‘stellina di Tavolara’. Alcune delle più famose spiagge di San Teodoro (e di tutta la Gallura) distano pochi minuti: Cala Brandinchi, dune di sabbia bianca finissima, con fondale cristallino, e la sua ‘gemella’ Lu Impostu, un arco di quasi un chilometro di sabbia bianca con acque limpide, la deliziosa Cala Suaraccia (o ‘spiaggia delle farfalle’), le rocce modellate in forme originali di Cala Ghjlgolu, La Cinta, la più famosa, tre chilometri di dune di sabbia finissima che si chiudono a nord con lo splendido promontorio di Puntaldìa, e, al limite meridionale dell’area marina, s’Isuledda.

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